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Si è costituita in Ladispoli, provincia di Roma, un'Associazione avente la seguente denominazione: "Italia al Polo Nord". L'Associazione si costituisce per iniziativa di un Comitato di soci fondatori che condividono la stessa passione ed interesse culturale, storico
e naturalistico nelle aree polari con particolare riferimento al polo nord.
Ricercano contatti con scuole, associazioni ed enti pubblici per favorire e accrescere l’interesse delle giovani generazioni attraverso seminari, presentazioni e meeting.
Tutte le informazioni al sito: www.italiaalpolonord.com
Il Museo Tridentino di Scienze Naturali organizza venti speciali, visite guidate animate, escursioni naturalistiche, osservazioni del cielo stellato, archeologia imitativa….
Gli eventi sono dedicati a tutti, grandi e piccini, nelle sedi territoriali del Museo Tridentino di Scienze Naturali. Tante iniziative curiose e proposte creative, ricche di stimoli e occasioni di relax e divertimento...
Museo Tridentino di Scienze Naturali
Via Calepina 14 I-38100 Trento (Italy)
Tel. +39. 0461.270 307 - Tel. +39.0461.270 337
www.mtsn.tn.it
caola@mtsn.tn.it |
Il Museo dedicato al grande esploratore Giacomo Bove è stato aperto ed è gestito dall’Associazione Culturale Giacomo Bove & Maranzana; la curatrice del Museo è la
dott.ssa Maria Teresa Scarrone.
L'Associazione Culturale è costituita dalla pronipote dell’esploratore e da altri soci con scopi di promozione culturale, di comunicazione, di ricerca e di studio.
Il Museo si trova nel paese natale di Giacomo Bove, a Maranzana in provincia di Asti nella zona del Monferrato. Sono possibili visite guidate di approfondimento, fissando un appuntamento alla Segreteria: telefono 338-3263183
Approfondimento sull'esploratore: www.circolopolare.com
Sito web di approfondimento: www.giacomobove.it
E-mail di contatto: info@giacomobove.it
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L’Associazione Circolo Polare nell’ottobre 2003, un anno dopo la sua costituzione, mise in evidenza la figura dell’Esploratore e il suo totale oblio dalla letteratura storica, polare ed esplorativa che caratterizzava la pubblicistica e l’editoria italiana. Il profilo di Giacomo Bove pubblicato sul sito del Circolo Polare, inizia con alcune domande di fondo, quali “ Chi è questo marinaio a cui viene dedicata la prima base antartica italiana? Perché molti testi storici non ne parlano oppure lo liquidano con poche righe? Eppure si incontra Giacomo Bove quando si legge di Stanley e le sue esplorazioni africane; si legge di lui quando si affronta il viaggio di Nordenskjold per la ricerca di un passaggio a Nord Est tra Atlantico e Pacifico; infine, si apprende come Bove avesse studiato l’attraversata del continente Antartico ben 30 anni prima di Shackleton!...”
Inoltre occorre ricordare che la prima base antartica italiana è stata dedicata a Giacomo Bove, in occasione della spedizione del Gennaio 1976, guidata da Renato Cepparo
E’ da segnalare l’interessante iniziativa “Concorso Letterario “Giacomo Bove & Maranzana”, quale evento che permette di divulgare ed approfondire la conoscenza dell’esploratore Giacomo Bove.
Dallo statuto dell’associazione si riportano alcune finalità di fondo:
“L’Associazione Culturale Giacomo Bove & Maranzana è costituita dalla pronipote dell’esploratore e da altri soci con scopi di promozione culturale, di comunicazione,
di ricerca e di studio. Non ha fini politici, di confessione e di lucro; essa ha per scopo principale quello di:
- divulgare la conoscenza del personaggio Giacomo Bove e delle sue importanti ricerche ed esplorazioni in ambito nazionale e nel mondo;
- promuovere studi, convegni, pubblicazioni, ricerche, conferenze, lezioni sulla figura di Giacomo Bove uomo, marinaio, studioso, scienziato, geologo, cartografo, antropologo, etnografo, zoologo, scrittore, giornalista, disegnatore, poeta e tutto ciò che lui fu;
- valorizzare la zona di Maranzana e dintorni, inserita nel più ampio contesto del Monferrato;
- promuovere studi, ricerche ed approfondimenti sui viaggi di Giacomo Bove cercando
ed avviando contatti con consolati, ambasciate, enti pubblici
Villa Vitali, viale Trento, 63023 FERMO (Ascoli Piceno).
Contiene cimeli di esploratori italiani, resti dellITALIA di
Nobile, sculture Inuit...
LIstituto Geografico Polare nasce nel 1944 a Forlì
per opera di Silvio Zavatti, con lo scopo di "promuovere ed
affiancare iniziative in Italia degli studi polari ed alla divulgazione
del contributo dato dagli italiani ai viaggi polari e promuovere
viaggi desplorazione che tentano ad una maggiore conoscenza
delle Terre Polari."
La storia dellIstituto non può prescindere dal conoscere
e dallapprofondire la vita, le spedizioni e gli studi di Silvio
Zavatti, fondatore dellIstituto Geografico Polare.
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Un profilo di Silvio Zavatti è da
noi pubblicato nella sezione riguardante gli esploratori italiani:
approfondimento » |
LIstituto Geografico Polare è stato aperto da Zavatti
a Civitanova Marche, al fine di mettere a disposizione di tutti
il materiale con il materiale raccolto nelle diverse sue spedizioni.
Il Museo è stato trasferito nellattuale sede presso
la Villa Vitali a Fermo, dopo morte di Silvio Zavatti.
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"Oggi il Museo Polare Etnografico è lunico
in Italia dedicato alle culture e agli ambienti artici e si
compone di cinque sale espositive, due uffici,una biblioteca,un
bookshop, unaula didattica per ragazzi, una sala per
proiezioni e conferenze e un deposito.
E possibile accedere alla ricchissima biblioteca (
di circa 1500 volumi ) per consultare libri e riviste su temi
polari; la biblioteca ospita anche lArchivio dellIstituto
Geografico Polare, con migliaia di fotografie e documenti
raccolti da Silvio Zavatti in oltre quarantanni dincessante
attività scientifica: è presente anche uninteressante
collezione di francobolli polari, donata al Museo da Lino
Brillarelli. Il Museo offre un servizio di visite guidate
e laboratori didattici per ragazzi. I collaboratori del Museo
organizzano inoltre lezioni e conferenze su telematiche attinenti
alle attività dellIstituto.
La recentissima riorganizzazione del Museo è volta
a guidare il visitatore attraverso le sale dedicate rispettivamente
allambiente polare, alla storia delle esplorazioni polari
italiane, a Silvio Zavatti e il popolo degli Inuit, alle sopravivenze
culturali. LIstituto è presente anche sul web
con il progetto "Lifeland" che partendo dalle Marche
si propone di estendere la sua attività in tutti i
Paesi dove è necessaria unazione di salvaguardia
nei confronti delle popolazioni e testimonianze dirette.
Grazie al Comune di Fermo,a Renato Zavatti figlio del fondatore
dellIstituto, Direttore responsabile della Rivista "Il
Polo" e Presidente dellAssociazione Amici del Museo
Polare e ai molti amici e sostenitori,lIstituto sta
conoscendo un periodo di profonda trasformazione e crescita
che sicuramente fa e farà onore al suo fondatore Silvio
Zavatti".
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LIstituto e oggi così organizzato:
, contenente reperti
delle prime spedizioni polari italiane e reperti Inuit; una sala
didattica sulle ricerche polari italiane del CNR.
, fondata nel
1944; divulga ricerche polari italiane.
, con 15.000 riviste
con tematiche polari e 3.000 volumi polari ed antropologici.
, fondata
per sostenere le attività dellIstituto.
La sede è a Fermo (Ascoli Piceno), Villa Vitali in via Trento
Tel. 0737226166
Approfondimenti: consulta il sito:
www.museopolare.it
www.museopolare.it
Carta dei Popoli Artici:
www.lifeland.it
Contiene un Centro di Documentazione Umberto Nobile, presso il Museo Storico dellAeronautica Militare allAeroporto di Vigna di Valle a Bracciano (Roma)
Tel. 069024034

via Giardino 39, 10131 con cimeli della spedizione con la Stella Polare.

Tel. 0630486443

www.mna.it
Sezione di Genova: viale Benedetto XV, 5 - Tel. 0103538112
Sezione di Siena: via del Laterino, 8 - Tel 0577233892
Sezione di Trieste: via E. Weiss, 2 Padiglione Q -Tel. 0406762050

Il sito contiene una sezione sulle spedizioni polari e sulla Tenda Rossa. Nel museo vi è conservata la famosa Tenda Rossa di Nobile.
www.museoscienza.org
Lauro, in provincia di Avellino, è il paese natale di Umberto
Nobile, ove è nato il 21 Gennaio 1885. Il Museo è
stato inaugurato nel 1988 ed è ubicato ubicato nel castello
storico dei Marchesi Pignatelli dellAeronautica Militare,
insieme a diversi altri Musei Civici.
La figura di Umberto Nobile è riassunta nella specifica
scheda relativa agli esploratori italiani.
Nel museo sono conservati diversi documenti e cimeli delle varie
spedizioni, in particolare vi è il "brogliaccio
Libro di Bordo" della spedizione polare con il dirigibile Norge,
effettuata nel 1926, che vede lattraversamento dellintera
calotta artica dalle Spitzbergen a Teller in Alaska: a pagina 10
vi sono le famose annotazioni effettuate durante leccitante
passaggio in volo sul Polo Nord.
Inoltre vi sono esposti significativi reperti relativi a:
- cimeli delle spedizioni Polari del 1926 e 1928, inclusi
strumenti ed indumenti serviti per ambedue le spedizioni;
- lArchivio dei grafici e dei progetti del Generale Nobile;
- la corrispondenza inerente le spedizioni polari;
- le onorificenze e le decorazioni (copia della collezione del
Medagliere Vaticano);
- le targhe i diplomi ed gli attestati vari;
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Il Museo è diretto da Ovidio Ferrante, di cui è
possibile leggere diversi articoli inerenti le spedizioni
di Umberto Nobile sulla rivista Il POLO, diretta da Gianfranco
Frinchillucci, Direttore dellIstituto Geografico Polare
"Silvio Zavatti" www.museopolare.it/IL_POLO.htm
Lindirizzo del Museo è:
Lauro (AV) Piazza Umberto Nobile
Info: 081.824.02.65 - 081824.02.65
In rete è possibile consultare i seguenti siti:
www.comune.lauro.av.it |
Il Museo G. Caproni si trova dal 1992 presso laeroporto Matterello
di Trento. Fu fondato nel 1929 negli stabilimenti storici della
Caproni in zona Taliedo a sud-est di Milano, al fine di conservare
le tradizioni della società fondata dal pioniere dellaeronautica
Gianni Caproni; successivamente trasloca a Vizzola Ticino dove si
trovano ancora gli originali stabilimenti Caproni, oggi Agusta,
nelle immediate vicinanze del nuovo aeroporto Malpensa 2000.
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Nella sede di Trento è possibile osservare da vicino diversi
pezzi unici al mondo, quali il biplano Caproni Ca. 6 (del 1911),
lAnsaldo SVA 5 protagonista dello storico volo su Vienna del
1918 condotto da Gabriele dAnnunzio e due interessanti aerei
che hanno fatto la storia degli idrovolanti italiani: SM 80 bis
(del 1933) e il Caproni Ca.100 (del 1928). Infine qui si trova uno
dei rari modelli del bombardiere trimotore SIAI-Marchetti SM79,
denominato Sparviero per la sua velocità e più comunemente
"il gobbo" per via dellabitacolo del mitragliatore
che emergeva allesterno della fusoliera. Infine nel museo
è possibile ammirare il primo elicottero costruito dalla
Agusta su licenza Bell del 1956:
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Il nostro interesse al museo nasce dalla possibilità di
osservare loriginale "pelle di orso bianco" che
qui si conserva: pelle di orso ucciso da Finn Malmgren durante la
forzata permanenza sul pack con la Tenda Rossa, dopo linfelice
impatto del Dirigibile ITALIA nella fase di rientrol dal sorvolo
del Polo Nord., che ha consentito una migliore sopravvivenza dei
naufraghi.
Lorso, da "La Tenda Rossa: memorie di cielo e di
fuoco" di Umberto Nobile, Mondadori ed. Testo tratto dalle
pagine pagg. 181-183.
"Mentre vegliavo, con mille pensieri nella mente, facevo attenzione
se tra le nubi che nubi comparisse il sole.
Zappi si affacciò
dal foro di entrata dicendo concitatamente a bassa voce: "cè
lorso!". Si svegliarono tutti. Malmgren si alzò
a sedere, e rivolgendosi a me disse deciso: "Give me the pistol,
I go to hunt it". Gli diedi la pistola e le cartucce. Egli
caricò larma, poi uscì raccomandandoci il silenzio.
Gli altri lo seguirono. Aiutati da qualcuno, ci trascinammo fuori
anche Cecioni e io"
La bella bestia, ferma dietro un masso di ghiaccio, guardava con
curiosità nella nostra direzione, dondolando lentamente la
testa, mentre Malmgrem continuava ad avvicinarsi. Allimprovviso
rimbombò un colpo. Vidi Malmgren slanciarsi avanti seguito
da Mariano e da Zappi. Qualcuno gridò "E stato
colpito". Seguirono due colpi luno dietro laltro.
La povera bestia, ferita al primo colpo, aveva provato a fuggire,
ma il colpo era stato mortale. Fatti pochi passi cadde
La situazione, ora, con quei 200 chili almeno di carne fresca,
era del tutto mutata. Questo grande avvenimento della notte tra
il 29 e il 30 maggio, cinque giorni dopo la caduta, sollevò
i nostri spiriti e sciolse lo scilinguagnolo a tutti."
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Il Museo è aperto dalle 9.00 alle 17.00-18.00,
dal martedì alla domenica.
Si trova nel palazzo degli arrivi e partenze dellaeroporto
di Trento,
in via Lidorno 3, alla periferia sud della città.
Tel. 0461-270320 per fissare visite guidate e attività
didattiche di carattere storico artistico quali ad esempio
riscontrate nella nostra visita, lo studio di Marte e lavvicinamento
al pianeta da parte delluomo.
www.mtsn.tn.it/rete/caproni.asp
www.aeroportocaproni.it/ |
Monumento ai caduti della spedizione ITALIA 1928
E una fedele copia, in scala ridotta, del monumento che si
trova alle Svalbard, voluto dagli amici dellAeronautica di
Adro nel bresciano, in ricordo di Attilio Caratti e dei caduti della
spedizione ITALIA. Lopera del 1962 è di Aldo Caratti,
cugino dello scomparso motorista: maggiori informazioni sul monumento
sono riportate nel testo di Ovidio Ferrante pubblicato sulla rivista
IL POLO, Marzo 2000.
La conoscenza del pioniere dellaeronautica italiana:
Gianni Caproni
Oggi nel museo si conserva quasi intatto il suo personale studio
di progettazione e uno scorcio dellofficina eliche dello stabilimento
Caproni operante negli anni venti.
Informazioni su Gianni Caproni www.cronologia.it/storia/biografie/caproni.htm
Motociclo Capriolo
Sono visibili alcuni fedeli modelli di Capriolo, ciclomtore progettato
e costruito dalla Caproni nel periodo di diversificazione produttiva
dopo la seconda guerra mondiale, dove le aziende aeronautiche hanno
dovuto diversificarsi per via degli obblighi e delle barriere imposte
dagli alleati allindustria aeronautica italiana.
Informazioni sul Capriolo: digilander.libero.it/parsecweb/
La figura del pilota Martino Aichner
Storica figura dellaeronautica italiana, nativo di Trento
e "cocciuto" realizzatore del Museo e dellaeroporto.
Aichner è stato un pilota della storica squadriglia comandata
da Carlo Emanuele Buscaglia. Maggiori informazioni sono racchiuse
nel libro di Aichner "IL GRUPPO BUSCAGLIA: aerosiluranti
italiani nella seconda guerra mondiale" edito nel 1991
da Mursia.
Copia è disponibile in visione per i soci del Circolopolare
al Centro di Documentazione.
Il Mart di Rovereto
Museo d'Arte moderna e contemporanea di Rovereto e Trento.
Linnovativo edificio è opera dell'architetto svizzero
Mario Botta, e si sviluppa su quattro livelli con unarchitettura
innovativa e molto interessante. Una struttura da tener presente
per via delle manifestazioni che organizza, ultima quale la "Montagna
nella Pittura"
Maggiori informazioni: www.mart.trento.it/
La Società Geografica Italiana, fondata a Firenze nel 1867,
promuove la ricerca scientifica e svolge attività di divulgazione.
Esse vengono realizzate mediante programmi di studi e ricerche sul
territorio e l'ambiente, una vivace attività editoriale,
l'organizzazione di convegni e viaggi di studio.
Il ricco archivio storico della Società raccoglie documenti
originali connessi con l'attività del sodalizio e di alcuni
insigni esploratori, viaggiatori e geografi.
L'attuale Presidente è il prof. Franco Salvatori, dell'Univesità
di Roma.
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Storia
La Società Geografica Italiana viene fondata a Firenze
nel 1867 con l'obiettivo di promuovere la cultura e le conoscenze
geografiche e fin dalla sua nascita si impegna nell'attività
di esplorazione delle terre di recente scoperta.
Ente morale dal 1869, si trasferisce a Roma nel 1872, dove ha tuttora
sede in un edificio cinquecentesco, recentemente restaurato, il
Palazzetto Mattei, all'interno della Villa Celimontana. Attualmente
l'attività della Società è prevalentemente
concentrata sulla promozione della ricerca scientifica e
su attività di divulgazione, che vengono realizzate
mediante programmi di studi e ricerche sul territorio e l'ambiente,
una vivace attività editoriale, l'organizzazione di
convegni e viaggi di studio e attraverso la stretta collaborazione
con le associazioni ed istituzioni aventi interessi affini e con
altre società geografiche, italiane e straniere.
La Società Geografica Italiana, che non ha fini di lucro,
è aperta a tutti coloro che ritengono di condividere le finalità
di studio e conoscenza della realtà geografica terrestre,
previste dal suo suo Statuto.
Il sito web
Nelle pagine del sito Web è possibile scaricare la brochure
di presentazione in italiano ed in inglese, oltre che approfondire
la conoscenza sulla sede, sulle attività e sui lavoro di
ricerca ed editoriale svolto sino ad oggi.
L'indirizzo del sito è: www.societageografica.it
Il 24 e 25 Febbraio 2005 vi è stato a Milano il "9°
Alpine Glaciological Meeting", con la partecipazione delle
maggiori università europee e l'intervento di qualificati
esperti e studiosi del settore. E' quindi importante conoscere più
da vicino il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e la sua realtà
scientifica che vede assumere un ruolo di primo piano da parte degli
esperti e studiosi italiani.
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Obiettivi
Dal 1895 opera in Italia il Comitato Glaciologico Italiano (CGI),
con il compito di promuovere e coordinare le ricerche nel settore
della glaciologia.
Nato come commissione per lo studio dei ghiacciai italiani nell'ambito
del CAI Club Alpino Italiano, il CGI diviene organismo autonomo
dal 1915, con il sostegno del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche
e di altri enti ed associazioni interessati alla ricerca glaciologica.
L'attività principale del CGI è il monitoraggio sistematico
dei ghiacciai e, in particolare, la misura delle variazioni frontali.
A questo scopo ogni anno si svolge una campagna glaciologica nella
quale numerosi operatori effettuano, alla fine della stagione estiva
di ablazione, misure e fotografie da capisaldi, osservazioni sull'innevamento
e sulla morfologia delle fronti. Quest'attività non si è
mai interrotta, salvo durante i periodi bellici, fornendo così
una delle più lunghe serie esistenti al mondo di osservazioni
delle variazioni delle fronti glaciali. Attualmente circa 150 ghiacciai
sono ogni anno monitorati da un centinaio di operatori volontari
anche con la collaborazione di gruppi afferenti ad altre associazioni.
I ghiacciai in Italia
Secondo l'ultimo censimento del 1989 i ghiacciai delle Alpi italiane
sono circa ottocento. Un piccolo ghiacciaio è pure presente
al Gran Sasso, nell' Appennino Centrale. Il complesso glaciale continuo
più esteso è quello dell'Adamello
(18 km2), mentre il ghiacciaio vallivo più grande è
quello dei Forni (13 km2). All'interterno del sito ufficiale del
CGI è possibile consultare la distribuzione dei ghiaccia
italiani e comprendere come essi siano una risorsa per il territorio,
utilizzabile per scopi agricoli, civili e industriali; oltre ad
avere caratteristiche di rischio ambientale per via della deglaciazione
e aumento dei flussi turistici.
Infine nel sito sono disponibili tutte le pubblicazioni e le ricerche
effettuate dal 1914 al 2003! Il consiglio finale quindi è
di consultare spesso il sito e di aggiungerlo nei preferiti: www.disat.unimib.it
Membri del Comitato Scientifico Italiano
Oltre al Comitato di Direzione, vi sono tre coordinatori per specifiche
aree dell'arco alpino.
La Direzione è così composta:
PRESIDENTE: Claudio Smiraglia
- Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Milano,
Via Mangiagalli 34, 20133 Milano - tel. 0250315516 - fax 0258355494
VICE PRESIDENTE: Alberto
CARTON - Dipartimento di Scienze della Terra, Università
di Pavia, Via Ferrata 1, 27100 Pavia - tel. 0382505833
SEGRETARIO GENERALE:
Giovanni MORTARA - C.N.R. - I.R.P.I (Istituto per la Protezione
Idrogeologica nel Bacino Padano), sezione di Torino, Strada delle
Cacce 73, 10135 Torino - tel. 0113977251
SEGRETARIO DELLA PRESIDENZA:
Manuela PELFINI - Dipartimento di Scienze della Terra, Università
di Milano, Via Mangiagalli 34, 20133 Milano
tel. 0250315517 - fax 0258355494
TESORIERE: Roberto
AJASSA - Dipartimento di Scienze della Terra, Università
di Torino, Via Valperga Caluso 37, 10123 Torino - tel. 0116707101
- fax 0116707155
I coordinatori delle tre aree alpine sono:
COORDINATORE PER IL SETTORE
PIEMONTESE-VALDOSTANO
Ernesto ARMANDO - Dipartimento Georisorse e Territorio, Politecnico
di Torino, Corso Duca degli Abruzzi 24, 10129 Torino - tel. 0115647669
COORDINATORE PER IL SETTORE
LOMBARDO Carlo BARONI
Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Pisa,
Via S. Maria 53, 56100 Pisa - tel. 050847231 - fax 050500932
COORDINATORE PER
IL SETTORE TRIVENETO
Mirco MENEGHEL - Dipartimento di Geografia, Università di
Padova, Via del Santo 26, 35123 Padova - tel. 0498274096
Milano 24-25 Febbraio 2005, organizzato dal Comitato Glaciologico
Italiano e dal Dipartimento di Scienza della Terra di Milano "Ardito
Desio", diretto dal prof. Claudio Smiraglia.
Importante appuntamento di studio e di riflessione che ha coinvolto
i maggiori studiosi europei di glaciologia, allo scopo di aggiornare
la situazione dei ghiacciai alpini, europei e mondiali; oltre a
comunicare studi e metodi di monitoraggio dei ghiacciai e del territorio
coinvolto. Vi è stato un proficuo scambio di esperienze e
di idee su teorie, metodi e tecniche applicate allo studio delle
montagne e dei loro ghiacciai. Un incontro che ha visto in prima
linea gli scienziati e gli esperti italiani, con particolare evidenza
di una grande patrimonio di giovani studiosi sia italiani che europei.
Lo studio e l'osservazione della glaciologia in generale e dell'arco
alpino in particolare, diventa un fattore strategico per via della
situazione climatica in generale e della fase di de-glaciazione
che sta attraversando la terra in questo inizio di secolo.
Il Comitato Glaciologico Italiano è stato sintetizzato in
una specifica scheda all'interno della rubrica Musei e Associazioni.
Si consiglia di consultare la scheda e il sito ufficiale che raccoglie
un ricco patrimonio di documentazione scientifica e approfondite
schede sui maggiori ghiacciai italiani:
www.disat.unimib.it
Gli Abstracts del Meeting di Milano sono stati raccolti in due Quaderni
editi a cura del prof. Claudio Smiraglia e della dr. Teresa Carnielli.
Copie possono essere richieste alla Segreteria del Meeting : Teresa
Carnielli - Dipartimento di Scienze della Terra, Università
di Milano, Via Mangiagalli 34, 20133 Milano - tel. 0250315514
teresa.carnielli@unimi.it
Si ricorda il Convegno del WWF Italia in Occasione della Conferenza
Mondiale sul Clima, organizzato nel Dicembre 2003 e pubblicato nel
sito a pagina:
www.circolopolare.com
Si anticipa che a breve sarà pubblicata una scheda dell'incontro
promosso dalla Regione Lombardia e dall'Irealp sui Ghiacciai Lombardi
e il Sistema Informativo Territoriale |
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