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giuLo sposalizio degli alberi

giu La festa religiosa

giu Il significato dell'unione

giu La festa popolare

giu Il maggio di Accettura: festa germanica e scandinava?

giu I longobardi per sei secoli nel Granducato di Benevento

giu Accettura e le Dolomiti lucane

giu Parco naturale di Gallipoli e delle Dolomiti Lucane

Lo sposalizio degli alberi che avviene nel paese di Accettura, non riguarda un paese scandinavo del Nord Europa, nè un paese delle regioni boschive dell'Asia o delle Americhe. Accettura si trova in Lucania, nell'Italia del sud. Possibile?
Possibile che la medesima festa dello sposalizio degli alberi si celebri a Falun o Rattwik in Svezia e in altri luoghi della Finlandia o della Norvegia, e si festeggi anche in Lucania nei giorni della Pentecoste?
Andiamo con ordine, scopriamo prima cosa avviene ad Accettura e dopo approfondiremo le origini della festa degli alberi.

prima
Lo sposalizio degli alberi è una cerimonia primaverile da cui emergono frammenti di un passato molto lontano. La festa di svolge nell'arco di tre giorni e le sue fasi possono essere catalogate in festa pagana, scandinavo-germanica, religiosa e di folclore popolare e contadino.
La festa si basa sul del rito di unire "un fusto" ad "una cima" di un secondo albero, quale auspicio di fecondità e di omaggio alla natura al fine di avere da essa ricchezza ed abbondanza. All'alba del primo giorno di festa, gruppi di contadini armati di seghe e di accetta si inoltrano nel bosco di Montepiano e tagliano il fusto di un albero individuato in precedenza; il fusto che non può misurare meno di venticinque metri, rappresenta lo "sposo" il "simbolo fallico", viene scelto in un bosco diverso dalla "cima" in modo così da evitare una unione incestuosa.
Il fusto viene trasportato in paese da un carro trainato da buoi, dopo essere stato pulito da fronde e cortecce; in passato, il compito era svolto dai massari, i contadini ricchi, proprietari almeno di una coppia di buoi. Vi lascio immaginare la fatica nel traino della cima dal bosco al paese, le feste, le danze e le bevute di vino che accompagnano questa fase, che si compie per tutta la durata del primo giorno di festa.
sposalizio

In un secondo bosco, nella storica foresta di Gallipoli Cognato, viene individuata, tagliata e trasportata in paese la "cima" di un albero, definita "la sposa", ad opera dei boscaioli: gruppo di lavoratori che completavano la forza lavoro della realtà contadina. Il trasporto della cima è effettuato a spalle e anche qui le soste sono occasione per banchetti, bevute, canti e balli.

arrivo in cima

Secondo gli antropologi "la cima, l'albero-donna, era intesa all'origine come un parallelo simbolico delle figlie e delle sorelle che gli antichi clan dei boscaioli preistorici portavano in spose, in segno di alleanza, alle famiglie dei contadini con i quali condividevano il possesso e l'uso delle terre".
Al tramonto il tronco del Maggio fa il suo ingresso in paese ma non incontra la cima in quanto essa è depositata lontana dalla piazza principale, nascosta dalle case. L'incontro avviene al termine della processione religiosa che, nel pomeriggio, si è avviata dalla Chiesa principale portando per le strade del paese la statua del Patrono: San Giuliano.


Accettura riesce a celebrare il proprio patrono in ben due distinti giorni dell'anno. La prima festa patronale, avviene il giorno del calendario ufficiale in cui si celebra San Giuliano, il 27 Gennaio. La seconda festa è il giorno della Pentecoste, quando si festeggia il Maggio, giorno che per i popoli del Nord Europa è molto importante.

Processione Centenario

La processione è suggestiva, attraversa le strade cittadine, a volte in pomeriggi caldi e assolati, raccoglie le preghiere, le donazioni monetarie e le suppliche da parte della gente che attende il corteo per le strade, appoggiate alle case.
La caratteristica interessante della processione sono le "cente" trasportate sulla testa da ragazze e simboleggiano "un voto, una supplica" al santo Patrono: stupendi e spettacolari altari composti da candele, trasportati sulla testa in una situazione di equilibrio tale che ancora vi è da chiedersi come fanno a non cadere.
L'arrivo della processione nella piazza principale ove è disteso il Fusto, consente l'incontro del medesimo con la Cima e permette quindi l'unione dell'albero, il Maggio, e l'avvio di danze, canti, scoppi di mortaretti, bevute e cordiali incontri tra amici, parenti, estranei...e turisti, oggi moltissimi provenienti dal Sud Italia oltre che da tutt'Italia, dall'Europa e dall'America.

bevute

 

Nella civiltà agreste il Maggio assumeva l'unione tra gli uomini e la natura al fine di garantire abbondanti raccolti. Sanciva inoltre l'alleanza tra gruppi sociale differenti, quali i contadini e i boscaioli, sanciva e sancisce l'abbinamento tra festa della natura, festa di popolo e festa religiosa, cristiana.

unione

 

Al Maggio, prima di essere alzato nella piazza grande, vengono attaccati diversi cartellini con scritti i premi per coloro che si cimenteranno nella gara di risalita del fusto: il Maggio diventa il classico "albero della cuccagna" ed è l'occasione per vedere persone cimentarsi in incredibili acrobazie. In tempi passati, venivano attaccati veri salami, cotechini, prosciutti e sembra tacchini vivi.
Naturalmente nella festa sono coinvolti anche altre figure tipiche di una civiltà agreste: i cacciatori che si cimentano a "sparare" i cartellini con i fucili, cercando di abbatterne il maggior numero. I cartellini residui che restano attaccati alla cima, e ad ogni festa sono molti, diventano preda di coloro che con grande agilità e acrobazie si arrampicano su per il fusto e raggiungono la cima.
Nella storia del Maggio, si incontra la figura di Zizilone, mitico e solo acrobate che è riuscito per più di trent'anni a salire sulla cima, ma non solo per raccogliere cartellini, bensì per cimentarsi in figure e in posizioni acrobatiche a testa in giù con il corpo sospeso e agganciato ai rami della Cima attraverso la congiunzione delle gambe...con grande gioia, ansia, e apprensione della gente che staziona in basso per tutta l'area della piazza.

festa

Zizilone era emigrato in Germania per cercare lavoro, come molta gente di Accettura, della Lucania e del Sud Italia; Zizilone tornava al paese ogni anno per partecipare alla festa del Maggio, vinceva, divideva i premi con tutti e "allevava" giovani all'arte di arrampicarsi sull'albero del Maggio.
E' morto non cadendo dall'albero ma da un pilone dell'alta tensione affrontato, secondo le voci di paese, per sfidare gli amici dopo una abbondante cena e una sonora bevuta. Zizilone è ricordato da tutti, in particolare dal "figlioccio" che lui ha addestrato e che oggi si cimenta con altrettanto successo; è ricordato in tutto i libri e articoli pubblicati sul Maggio di Accettura, insieme al grande studioso e moderno "scopritore" della festa che è stato Giovanni Battista Bronzini: antropologo, professore e studioso di folclore lucano e dell'Italia meridionale.


La storia che si studiò a scuola ha molti buchi neri, dimentica che i Longobardi siano discesi in Italia e dopo la sconfitta con i Franchi di Carlo Magno, siano rimasti per ben sei secoli nell'Italia meridionale, fondando e gestendo il Granducato di Benevento sino all'arrivo dei Normanni e alla fusione tra i due popoli che, guarda caso, arrivarono ambedue dal Nord Europa.



I Longobardi entrano in Italia nel 568 d.c. attraverso il Friuli, al comando di Re Alboino. Provengono dalla Svezia meridionale, terra fertile e boscosa; fino al IV secolo d.c. sono stanziali alle foci dell'Elba sul mar Baltico, quindi nel V e VI secolo d.c. sono descritti a Nord del Danubio, nella terra dei Rugi, che attraversano stabilendosi in Pannonia.
Conquistano l'Italia settentrionale, evitano le coste che sono dominio dell'impero di Bisanzio, scendono nel Mezzogiorno ''Italia, attraversando la Toscana, l'Umbria, l'Abruzzi e il Sannio. Nel 570 conquistano Benevento, l'ampliano e la trasformano nella capitale del Ducato di Benevento, denominato dagli storici "Longobardia minor".

Arechi I è il Re del Granducato di Benevento, terra che va dal Sannio a Capua e Salerno. Granducato che vede la presenza per ben 600 anni dei Longobardi nell'Italia del sud, per via delle condizioni climatiche e per la natura del territorio, formato da monti boscosi e tratti vallivi. Natura che aveva le quasi stesse caratteristiche del territorio che si ritrova partendo della Scania in Svezia verso il Nord, attraverso le strade interne che portano a Mora e a Ostersund.

Dopo il crollo del Regno di Pavia ad opera dei Franchi di Carlo Magno, nel 774, crollo che anche i testi scolastici di storia e di letteratura riportano, i Longobardi non spariscono come d'incanto o non si "fondono" con i franchi, bensì molti si rifugiano al sud presso il Principe di Benevento Arechi II (758-787), dove Benevento viene denominata anche "Ticinum geminum", la seconda Pavia.

In questo periodo il Granducato di Benevento allarga i propri confini sino alle Puglie, al Molise all'intera Lucania. Assume quale santo nazionale San Michele Arcangelo e lascia molte tracce nei nomi di persone, quali Aldo, Manfredo, Corrado, Rinaldo; e nei nomi di paesi quali Sant'Angelo dei Lombardi, Guardia Lombardi, Pescolombardo e Sassinorio...Fino all'XI secolo d.c. il Granducato vive in una situazione di equilibrio e di equidistanza tra due regni tra loro in perenne conflitto: l'Impero Romano di Occidente rifondato da Carlo Magno e l'Impero Romano d'Oriente di Bisanzio. Il Granducato si evolve e si integra nella campagna di espansione dei Normanni provenienti dal Nord Europa e ormai stanziati nelle terre si Sicilia. La principessa longobarda Sichelgaita andrà in sposa al principe-guerriero normanno Roberto il Guiscardo.

Il Maggio di Accettura è il rito arboreo di tradizione Scandinava, fondata in terra lucana dai Longobardi attorno al VII secolo d.c.. Infine, occorre ricordare che il nome Lucania proviene dal latino Lucus (bosco).


 

Dolomiti

Il paese di Accettura è situato a circa 800 metri sul livello del mare e ubicato in una interessante zona della Lucania, denominata Dolomiti Lucane. Dopo aver visitato la zona, i paesi, i boschi e le cime, occorre riconoscere che la denominazione Dolomiti lucane è ben appropriata. Infatti le cime sono di roccia arenaria e il loro profilo ricorda una dorsale dolomitica, come si può facilmente osservare dalle fotografie allegate: le guglie delle cime sono paragonabili a torrioni di arenaria ai quali l'erosione delle piogge e dei venti, hanno dato forme bizzarre e suggestive.
Il paesaggio è caratterizzato da parete verticali, torri, archi naturali e caverne; suggestivo paesaggio in cui sono inseriti, o meglio incastrati, caratteristici paesi quali Pietrapertosa, Castelmezzano: paesi costruiti sulla viva roccia che si attraversano camminando su irte scalinate. Le cime rocciose delle Dolomiti Lucane, i rupi e i dirupi, offrono un ottimo habitat ai rapaci, alquanto presenti quali il gheppio, il falco pellegrino, il nibbio reale, la poiana e lo sparviero. Si ricorda che il nome di Accettura deriva dal latino "Acceptor-Accipiter" cioè sparviero.

Dolomiti



Il Parco ha una superficie di oltre 27 mila ettari e si estende parte in provincia di Potenza e parte in provincia di Matera.
Al suo interno vi è la storica foresta di Gallipoli che si sviluppa per 4.500 ettari, tra scenari collinari, strapiombi vertiginosi e stretti canyon; prevalentemente formata da lecci, aceri, tigli e castagni e da cerro, roverella , farnetto, e ampie fioriture primaverili di ginestra e pimpinella. Vi è inserita una Riserva Naturale dello Stato con presenza di cerri secolari, con base anche di mezzo metro e una altezza di 25-30 metri.
All'interno della foresta si erge il Monte Croccia, dove si incontra un'antica fortificazione lucana del IV secolo a.c.: antico avamposto di controllo e di difesa del territorio di cui oggi restano parte delle mura e una lunga scalinata. Sulla cresta delle Dolomiti lucane sorge una fortificazione attribuita ai saraceni, difficile da individuare ad occhio nudo perché si mimetizza molto bene nella naturale configurazione delle rocce.

fortino

Approfondimenti sulle iniziative
Maggiori informazioni sul Parco e sulle possibilità di escursione e di organizzazione di visite guidate sono ubicate al sito:


www.parks.it/parco.gallipoli.cognato/

e-mail: a.scaiano@giardiniverdi.it

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lupi lupi

Il lupo italiano si sta lentamente ripopolando negli Appennini e lungo le Alpi: oggi vi sono circa 400-500 esemplari in Italia ed è di dimensione inferiore a quello presente sul territorio del Nord America e del Nord Europa.

All’inizio degli anni settanta, si stima vi fossero appena un centinaio di esemplari, nascosti nelle montagne dell’Abruzzo e della Calabria. In seguito, grazie ad una maggiore sensibilizzazione e alla collaborazione tra WWF Italia e Parco Nazionale d’Abruzzo parte il progetto S.Francesco: la specie viene protetta e il Lupo inizia a recuperare spazio e ad aumentare di numero.

  1. il bracconaggio, che incide nell’abbattimento illegale di un 15-20%; bracconaggio svolto prevalentemente da cacciatori più che allevatori.
  2. la frammentarietà dell’area di distribuzione lungo l’intero arco degli Appennini.

L’occasione è offerta da escursioni organizzate a individuare e seguire le tracce all’interno dell’habitat naturale del Parco Nazionale d’Abruzzo: segnaliamo le escursioni dalla cooperativa di Guide appartenenti all’Ecotur di Pescasseroli, via Piave 7 — Tel. 0863-910738. Chiedete di Domenico Boccia o di Paolo Iannicca.

informazioni@ecotur.org

www.ecotur.org

lupi tracce lupi tracce

Foto con traccia di lupo: foto effettuata da Paolo Iannicca, guida del Parco Nazionale d’Abruzzo e attivo promotore dell’iniziativa Naturalmente click: il trekking dedicato alla fotografia naturalistica, organizzato all’interno del PNA.

Approfondimenti: www.ecotur.org (selezionare la voce: naturalmenteclick)

ecotur

 

Ulteriori Approfondimenti: Si suggeriscono tre testi di approfondimento qui di seguito... chi avesse ulteriori notizie e contributi, volentieri le pubblichiamo ai prossimi aggiornamenti, inviandoli a info@circolopolare.com

 

libro: Dalla parte del lupo

Testo base di una grande studioso italiano e internazionale, docente di Zoologia dei Vertebrati ed Ecologia animale all’Università di Roma. Il suo curriculum è impressionante e i sui studi e pubblicazioni, sono numerosi e approfonditi. Chi desiderasse conoscere Luigi Boitani può ciccare al suo Curriculum Vitae presso l’Università

www.scienzemfn.uniroma1.it/bau/DIDATTIC/profili/boita/boita.htm

Vi è una intervista a Boitani da parte di Manuela Rossetti che fa il punto sul Lupo e sul rapporto cani/lupi è pubblicata al sito: www.piccololupo.it/italiano/articoli/lupo_wd.htm

libro: Il mio caro e vecchio lupo

"In bocca al lupo, viva il lupo!" Genuina esclamazione di Marcus Parisini alla presentazione a Milano Libreria Hoepli del suo libro "il mio caro vecchio lupo": un'occasione per conoscere un artista che con i suoi acquarelli crea un intenso e familiare contatto con il lupo, partendo dagli occhi…

libro: Con i lupi

perché come disse Platone:" se uno, con la parte migliore del proprio occhio (la pupilla), fissa la parte migliore dell'occhio dell'altro, vede se stesso". Perché il lupo? "per la perseveranza dimostrata in 200.000 anni di esistenza, e in particolar modo per essere sopravvissuto allo sconvolgimento del suo universo in questi due ultimi secoli, dove il suo antico rivale, l' essere umano, è riuscito da solo a provocare l'estinzione di migliaia di specie viventi e a distruggere milioni di ettari di foreste".

Approfondimenti sul Parisini e sul suo libro:

www.marcusparisini.it/marcus/index.html

www.infolibro.it/parisini_lupo.htm

libro: Con i lupi

Gli autori hanno trascorso 6 anni in compagnia di un branco di lupi "in cattività" nel Nord America: un’occasione per raccontare molti aspetti sulla vita dei lupi, le regole del branco, le difficoltà, il comportamento dei singoli e del branco… "Molta gente storce il naso appena si pronuncia la parola "cattività", ma raramente il pubblico si rende conto che molti degli animali che vede nei documentari sulla natura, sono di fatto in quella condizione".

libro: Lupi

L’autore ha approfondito la conoscenza del Lupo nell’area dell’Alaska, che secondo lui rappresenta l’ultima roccaforte nordamericana del lupo. "L’aspetto sorprendente è che sui Lupi si hanno spesso solo "opinioni". Persino i biologi ammettono l’esistenza di elementi riguardanti i lupi e il loro comportamento che possono essere solo ipotizzati…il comportamento osservato dai ricercatori ammonta a circa tre millesimi dell’1% dell’attività dei lupi. Le deduzioni tratte da tali osservazioni rappresentano buone ipotesi e indicano quanto sia incompleta la nostra percezione degli altri mondi che ci circondano".

 

Le favole di Esopo sui Lupi: Il lupo e i pastori.

"Una sera un lupo, passando nei pressi di un ovile, sentì un buon odore di carne cucinata. Si avvicinò e sbirciando tra i cespugli vide un agnello arrostito al fuoco, con i pastori che ne discutevano la bontà della carne. "Se fossi stato io a fare una cosa del genere", pensò il lupo,"mi starebbero già inseguendo scagliando sassi, bastoni e maledizioni".

 

Ulteriori approfondimenti

Paure e luoghi comuni da superare:

il lupo ha paura dell’uomo, preferisce nascondersi …anzi il lupo che non teme gli essere umani è condannato a morte, perché il vero pericolo è l’uomo, il cacciatore, il bracconiere…" Se una persona si avvicina alla loro tana, i lupi possono abbandonarla immediatamente. Se un lupo avverte la presenza di un essere umano con l’olfatto, l’udito, o in qualunque altro modo, fugge all’istante, prima che l’uomo abbia tempo di vederlo…Un lupo è in grado di dileguarsi nell’ambiente che lo circonda quasi per magia, movendosi senza produrre il minimo rumore".

 

La struttura gerarchica

"La struttura sociale di un branco di lupi è di tipo gerarchico: nei branchi più complessi ci sono un maschio ed una femmina alfa e spesso un maschio ed una femmina omega. Nella gerarchia dei lupi il maschio tende a dominare gli altri maschi e la femmina le altre femmine.

Mentre la posizione alfa viene ricercata ed ottenuta la maschio e dalla femmina dominanti, il rango omega viene imposto dal resto del branco. Costui deve sopportare quella posizione finchè non è in grado di imporsi su un altro lupo, generalmente più giovane, o finchè il resto del branco non decide di permettergli di ritirarsi e sposta la propria aggressività altrove.

L’alfa tiene alte la coda e le testa, e solleva la zampa per orinare, mentre i maschi suoi subordinati generalmente non lo fanno. E’ sempre vigile, non si limita a reagire alle minacce evidenti ma sta costantemente all’erta."

 

La fama del lupo:

"Esseri umani e lupi si contesero le stesse prede dal tempo in cui i nostri progenitori scesero dagli alberi…la rivoluzione agricola modificò il rapporto dell’uomo con la natura e ben presto il lupo si guadagnò la fama di devastatore di mandrie e di greggi.

Durante il Medio Evo venivano raffigurati quali animali al servizio del Diavolo: Il lupo si ritrovò vittima del simbolismo religioso: forza del male sugli agnelli di Dio!

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