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Il recupero dellequipaggio della base PN 32.
6 Marzo 2004: tratti in salvo i 12 scienziati russi della
base artica PN 32, alla deriva nel Mare di Barents. La base
è stata abbandonata dopo che vi sono state grosse fratture
della banchisa ove si trovavano le baracche, in conseguenza
anche a un sollevamento della stessa banchisa di circa 10
metri, dovuta alle forti pressioni dei ghiacci.
Due elicotteri sono atterrati sulla banchisa di ghiaccio
ed hanno tratto in salvo lintero equipaggio della base,
situata a Nord Est dalle isole Spitzbergen.
Cosa sono di preciso le basi flottanti o alla deriva?
Un aiuto importante è dato dal libro pubblicato dallAssociazione
Grande Nord, a cura di Franco Giardini, Enrico Garrou, Federico
Masnari: "Isole di Giaccio alla Deriva: storia postale
e vita delle stazioni flottanti sovietiche nellOceano
Glaciale Artico", Gribaudo ed. Torino 1998.
Basi derivanti: " stazioni con finalità scientifiche
e strategiche poste su ice pack molto solido o su isole di
ghiaccio, con alloggiamenti ed equipaggio la cui permanenza
durava un anno circa.
Le stazioni andavano alla deriva con il ghiaccio polare su
cui erano situate
il movimento era dovuto allazione
del vento". "Le stazioni russe erano di norma costruite
su piattaforme di ghiaccio molto vaste, distaccatesi dallice
shelf e pertanto di acqua dolce ghiacciata, alte solo qualche
metro sul livello delloceano glaciale
.con conseguente
maggiore rischio di maggiore disfacimento a contato con temperature
più miti, costringendo gli equipaggi ad allenarsi in
rapidi programmi di evacuazione"
Nascono nel 1937 come stazioni meteorologiche.
Nascono come stazioni di osservazione meteorologiche e di
ponte-radio per le comunicazioni tra Ovest ed Est dellUnione
Sovietica. La prima base derivante russa è del 1937-1938,
fondata e gestita sotto la guida di Ivan Papanin; nel tempo,
le basi flottanti vengono potenziate e dotate di trattori,
elicotteri, motoslitte, generatori
Lultima base operativa dallex Unione Sovietica
è la PN 31, aperta nellOttobre 1988 ed evacuata
il 25 settembre 1991. La PN 32 oggetto di salvataggio in questi
giorni (marzo 2004) è stata inaugurata nel 1999, dalla
nuova Repubblica Russa.
Le sigle iniziali delle stazioni flottanti era "S"
da Saver che in russo significa Nord.
Dal 1950 la sigla iniziale diventa N, con la stazione meteo
N1 in funzione nellAprile 1950.
Si sviluppano come stazioni strategico-militari.
Le basi flottanti russe furono testate prima della seconda
guerra mondiale e potenziato durante la "Guerra Fredda",
nellambito di un progetto strategico-militare di controllo
e difesa del territorio. Infatti le basi flottanti erano spesso
stazioni meteo e di lancio di radio sonde, stazioni di ascolto
radio e punti logistici per i voli aerei transpolari (nota
era la capacità degli aviatori sovietici di atterrare
e decollare su piste provvisorie costruite su banchi di ghiaccio).
Inoltre, dopo la fine degli anni cinquanta, le stazioni hanno
potenziato la loro capacità di controllo subacqueo
e della propagazione dei suoni ed onde subacquee, alla luce
della nascita dei sottomarini atomici in grado di effettuare
lunghe spedizioni sotto la calotta artica.
Significative ricerche geografiche e ambientali
Oltre a ricerche militari, basi flottanti hanno permesso
di raggiungere risultati scientifici di tipo geografico e
ambientale, quali:
"approfondita conoscenza dellimmensa calotta artica
dalla quale derivano fondamentali condizionamenti per il clima
del nostro pianeta"; rilevate le caratteristiche della
catena montuosa Lomonosov che divide loceano artico;
accertata lesistenza di un vortice anticiclonico nel
Mare di Beaufort; dimostrata lesistenza di due correnti
marine principali: una che va dal 75° parallelo al Polo
e unaltra dal Polo verso le coste orientali della Groenlandia".
Perché le isole
nei comunicati stampa e nei reportage sul salvataggio, sono
chiamate Spitzbergen e non Svalbard?
Le isole in questione, dove hanno trasportato lequipaggio
della base PN 32, sono a Nord della Norvegia. In passato erano
chiamate Spitzbergen dagli europei e da noi italiani, come
si legge nelle esplorazioni di Andrèe, Amundsen e nelle
due spedizioni di Umberto Nobile con i dirigibili Norge ed
Italia, in quanto è la denominazione dellsiola
più grande del piccolo arcipelago. Dopo la seconda
guerra mondiale, il governo Norvegese ha sempre utilizzato
la denominazione norvegese delle isole:"Svalbard";
mentre lUnione Sovietica ieri e la Russia oggi continuano
a chiamare Spitzbergen, evidenziando una "rivendicazione
territoriale" delle isole in contrapposizione alla Norvegia.
Svalbard deriva dalla lingua islandese e significa "terra
dalle coste fredde"
Spitzbergen, il nome gli è stato dato da Barents e
significa "Terra dalle cime pungenti".
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Il CNR ha una sua importante base di ricerca sulle
isole: la base "Dirigibile Italia", di cui
sono pubblicate maggiori informazioni alla rubrica:
approfondimento »
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Esiste un sito ufficiale sulle isole Svalbard:
www.svalbard.net/
Alle Svalbard vi abita e vi opera litaliano Stefano
Poli, che svolge lattività di "guida ufficiale
del territorio", in quanto le isole sono per la maggior parte
vincolate a "parco protetto" e ben controllato dalle autorità
locali. Stefano Poli ha una grande esperienza dei luoghi e
di collaborazione con le autorità locali e con il Touring
Club Italiano, avendo collaborato alla stesura della Guida
Verde sulla Norvegia; Stefano Poli è raggiungibile
al sito:
www.poliarctici.com/italian/
La seconda domanda riguarda
le caratteristiche dellelicottero polare utilizzato:
Mi-26.
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Stiamo cercando informazioni e foto, richiediamo
quindi aiuto ai lettori e ai soci di inviare informazioni
disponibili o indicazioni di dove si possano recuperare.
club@circolopolare.com
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La terza domanda riguarda
la rievocazione storica della vicenda dellequipaggio
della nave Celuskijn del 1934, salvato dallaviazione
sovietica. Per lapprofondimento, si rimanda ad uno specifico
resoconto che verrà pubblicato nelle prossime settimane.
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