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Il CNR: una realtà italiana nel campo della ricerca scientifica nazionale ed internazionale >
Base "Dirigibile Italia" a Ny Alesund, isole Svalbard: Il CNR nell’Artico
(informazioni e foto tratte dal sito: www.cnr.it)
 
 
Base Artica

 

giuBase "Dirigibile Italia" a NyAlesund, isole Svalbard: Il CNR nell’Artico

giuIl Polo Nord e l’Artide in sintesi

giuBasi Artiche Russe alla deriva: cosa sono di preciso?

CNR-Baia Nobile - Alesund

Ny-Alesund capoluogo delle isole Svalbard a Nord della Norvegia (78°55’ E), si

affaccia sulla storica baia del Re, base delle spedizioni Artiche; qui è attiva dal 15maggio 1977 la stazione artica italiana del Centro Nazionale delle Ricerche.

Essa è stata dedicata al dirigibile Italia, in onore della seconda spedizione di Umberto Nobile,e opera nell’ambito della European Science Foundation e dei programmi Comunitari per lo studio dell’atmosfera polare.

Il Governo Norvegese ha desiso che la località di Ny Alesund è deputata alla ricerca sperimentale artica e per questo le Isole Svalbard offrono l’opportunità culturale di una Università (UNIS: University of Svalbard) con corsi tipici delle scienze polari.

La presenza italiana al Polo Nord è quindi piuttosto recente e fa seguito al riconoscimento del ruolo sempre maggiore attribuito alle regioni polari nello studio di fenomeni geofisici su scala planetaria.

Con questa struttura, il CNR rafforza la partecipazione ai programmi internazionali di ricerca nelle aree polari e remote con proprio laboratorio di ricerca nell’Antartide sulla catena dell’Himalaya,cui si affiancano le attività scientifiche della base italiana di Baia Terra Nova nell’Antartide.

La base antica può ospitare fino a sette ricercatori; la struttura portante è in legno, con pareti in materiale isolante. Il rivestimento esterno richiama nell’aspetto le costruzioni in legno dei minatori che un tempo abitavano questa località.

La superficie di 323 mq è dedicata soprattutto ai laboratori (150 mq): un laboratorio di fisica,uno di chimica organica,uno strumentale,nonché una piccola officina meccanica e un impianto per la depurazione dell’acqua.

I settori di ricerca sono molteplici: dai processi chimico-fisico dell’atmosfera,polare alla dinamica dell’atmosfera terrestre, dell’osservazione dell’ozono stratosferico a quello delle aurore celesti, dalla biologia (adattamento delle specie, ecosistema della tundra, biomedicina) all’oceanografia, dello studio della banchisa alla ricerca tecnologica riguardante la corrosione marina e la telemedicina. Non può ovviamente mancare un settore dedicato alla geografia (generale, antropica e politica ). Queste attività sono svolte in stretta collaborazione con le altre basi internazionali situate nella stessa località o a poca distanza: Germania, Norvegia, Giappone. La Gran Bretagna e la Francia sono presenti stabilmente da molti anni grazie alla collaborazione del governo norvegese che amministra attualmente il territorio delle isole Svalbard.

Artide galleggia sul mar Glaciale artico, mare che si etende dalle coste settentrionali dell’Europa, dell’Asia e dell’America del Nord, e attraverso lo stretto di Bering si collega con l’Oceano Pacifico. La superficie del Mare Glaciale artico è calcolata in circa 14 milioni di kmq. Il punto più profondo è di 5.450 metri mentre la profondità media è di circa 1.500 metri.

La morfologia del suo fondale è caratterizzata da quattro vasti e profondi bacini, separati da alcune dorsali sottomarine parallele. La dorsale di Lomonosov taglia l’Artico a metà e si allunga per circa 1.700 km., dalla Siberia alla Groenlandia. Le altre due dorsali sono meno estese.

L’Antartide è stato attraversato per la prima volta dal sottomarino atomico Nautilus nel 1958, il 3 agosto.

Iceberg

Il Polo Nord non fu sempre ghiacciato… circa 50 milioni di anni fa vi fu l’ultimo scioglimento dei ghiacci dell’Artico, ma diversi sono stati i periodi durante il quale il Polo Nord era privo di ghiacci: durante il Cretaceo, circa 144 e 65 milioni di anni fa, la temperatura dell’Artico era quasi simile a quella della Florida di oggi, con una temperatura media annuale di 13 gradi centigradi e di 30 gradi in estate. L’innalzamento della temperatura e il conseguente scioglimento dei ghiacci fu creato dall’anidride carbonica e altri gas emessi dai vulcani terrestri.

Isole Spitzbergen

Il recupero dell’equipaggio della base PN 32.

6 Marzo 2004: tratti in salvo i 12 scienziati russi della base artica PN 32, alla deriva nel Mare di Barents. La base è stata abbandonata dopo che vi sono state grosse fratture della banchisa ove si trovavano le baracche, in conseguenza anche a un sollevamento della stessa banchisa di circa 10 metri, dovuta alle forti pressioni dei ghiacci.

Due elicotteri sono atterrati sulla banchisa di ghiaccio ed hanno tratto in salvo l’intero equipaggio della base, situata a Nord Est dalle isole Spitzbergen.

 

Cosa sono di preciso le basi flottanti o alla deriva?

Un aiuto importante è dato dal libro pubblicato dall’Associazione Grande Nord, a cura di Franco Giardini, Enrico Garrou, Federico Masnari: "Isole di Giaccio alla Deriva: storia postale e vita delle stazioni flottanti sovietiche nell’Oceano Glaciale Artico", Gribaudo ed. Torino 1998.

Basi derivanti: " stazioni con finalità scientifiche e strategiche poste su ice pack molto solido o su isole di ghiaccio, con alloggiamenti ed equipaggio la cui permanenza durava un anno circa.

Le stazioni andavano alla deriva con il ghiaccio polare su cui erano situate…il movimento era dovuto all’azione del vento". "Le stazioni russe erano di norma costruite su piattaforme di ghiaccio molto vaste, distaccatesi dall’ice shelf e pertanto di acqua dolce ghiacciata, alte solo qualche metro sul livello dell’oceano glaciale….con conseguente maggiore rischio di maggiore disfacimento a contato con temperature più miti, costringendo gli equipaggi ad allenarsi in rapidi programmi di evacuazione"

Basi flottanti

 

Nascono nel 1937 come stazioni meteorologiche.

Nascono come stazioni di osservazione meteorologiche e di ponte-radio per le comunicazioni tra Ovest ed Est dell’Unione Sovietica. La prima base derivante russa è del 1937-1938, fondata e gestita sotto la guida di Ivan Papanin; nel tempo, le basi flottanti vengono potenziate e dotate di trattori, elicotteri, motoslitte, generatori…

L’ultima base operativa dall’ex Unione Sovietica è la PN 31, aperta nell’Ottobre 1988 ed evacuata il 25 settembre 1991. La PN 32 oggetto di salvataggio in questi giorni (marzo 2004) è stata inaugurata nel 1999, dalla nuova Repubblica Russa.

Le sigle iniziali delle stazioni flottanti era "S" da Saver che in russo significa Nord.

Dal 1950 la sigla iniziale diventa N, con la stazione meteo N1 in funzione nell’Aprile 1950.

Stazioni Metereologiche

 

Si sviluppano come stazioni strategico-militari.

Le basi flottanti russe furono testate prima della seconda guerra mondiale e potenziato durante la "Guerra Fredda", nell’ambito di un progetto strategico-militare di controllo e difesa del territorio. Infatti le basi flottanti erano spesso stazioni meteo e di lancio di radio sonde, stazioni di ascolto radio e punti logistici per i voli aerei transpolari (nota era la capacità degli aviatori sovietici di atterrare e decollare su piste provvisorie costruite su banchi di ghiaccio). Inoltre, dopo la fine degli anni cinquanta, le stazioni hanno potenziato la loro capacità di controllo subacqueo e della propagazione dei suoni ed onde subacquee, alla luce della nascita dei sottomarini atomici in grado di effettuare lunghe spedizioni sotto la calotta artica.

 

Significative ricerche geografiche e ambientali

Oltre a ricerche militari, basi flottanti hanno permesso di raggiungere risultati scientifici di tipo geografico e ambientale, quali:

"approfondita conoscenza dell’immensa calotta artica dalla quale derivano fondamentali condizionamenti per il clima del nostro pianeta"; rilevate le caratteristiche della catena montuosa Lomonosov che divide l’oceano artico; accertata l’esistenza di un vortice anticiclonico nel Mare di Beaufort; dimostrata l’esistenza di due correnti marine principali: una che va dal 75° parallelo al Polo e un’altra dal Polo verso le coste orientali della Groenlandia".

Il programma di Ricerche Polari della Russia, anche delle Basi Flottanti, può essere approfondito al loro sito ufficiale:

www.polus.org/cgi-bin/sborka.cgi?name=sp2003

Le informazioni sul recupero dell'equipaggio delle Base PN 32 sono reperibili al sito del Corriere della Sera:

www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/03_Marzo/06/artico.shtml

www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2004/03_Marzo/04/...

 

1. Perché le isole nei comunicati stampa e nei reportage sul salvataggio, sono chiamate Spitzbergen e non Svalbard?

Le isole in questione, dove hanno trasportato l’equipaggio della base PN 32, sono a Nord della Norvegia. In passato erano chiamate Spitzbergen dagli europei e da noi italiani, come si legge nelle esplorazioni di Andrèe, Amundsen e nelle due spedizioni di Umberto Nobile con i dirigibili Norge ed Italia, in quanto è la denominazione dell’siola più grande del piccolo arcipelago. Dopo la seconda guerra mondiale, il governo Norvegese ha sempre utilizzato la denominazione norvegese delle isole:"Svalbard"; mentre l’Unione Sovietica ieri e la Russia oggi continuano a chiamare Spitzbergen, evidenziando una "rivendicazione territoriale" delle isole in contrapposizione alla Norvegia.

Svalbard deriva dalla lingua islandese e significa "terra dalle coste fredde"

Spitzbergen, il nome gli è stato dato da Barents e significa "Terra dalle cime pungenti".

Isole Svalbard

 

Il CNR ha una sua importante base di ricerca sulle isole: la base "Dirigibile Italia", di cui sono pubblicate maggiori informazioni alla rubrica:

approfondimento »

 

Esiste un sito ufficiale sulle isole Svalbard:

www.svalbard.net/

 

Alle Svalbard vi abita e vi opera l’italiano Stefano Poli, che svolge l’attività di "guida ufficiale del territorio", in quanto le isole sono per la maggior parte vincolate a "parco protetto" e ben controllato dalle autorità locali. Stefano Poli ha una grande esperienza dei luoghi e di collaborazione con le autorità locali e con il Touring Club Italiano, avendo collaborato alla stesura della Guida Verde sulla Norvegia; Stefano Poli è raggiungibile al sito:

www.poliarctici.com/italian/

 

2. La seconda domanda riguarda le caratteristiche dell’elicottero polare utilizzato: Mi-26.

Stiamo cercando informazioni e foto, richiediamo quindi aiuto ai lettori e ai soci di inviare informazioni disponibili o indicazioni di dove si possano recuperare.

club@circolopolare.com

 

3. La terza domanda riguarda la rievocazione storica della vicenda dell’equipaggio della nave Celuskijn del 1934, salvato dall’aviazione sovietica. Per l’approfondimento, si rimanda ad uno specifico resoconto che verrà pubblicato nelle prossime settimane.

 





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