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le aurore boreali  
giuKristian Birkeland: lo scopritore del fenomeno scientifico alla base
delle Aurore Boreali


giuLe aurore in Italia e i Centri Astrofili italiani

giuLe luci di Hessdalen in Norvegia
 
 
aurora  

Le aurore boreali, un affascinante fenomeno tipico dei due poli che si sviluppano e a una distanza dalla terra tra i 100 e i 3.000 chilometri!

In scandinavo sono chiamate "Nordlys, la luce del Nord" e interessano sia l’area del Polo Nord che quella del Polo Sud. E’ in fenomeno naturale, uno spettacolo della natura provocato…dal sole! Più precisamente dal vento solare che trasporta particelle elettricamente cariche: quando entrano nell’atmosfera terrestre si dirigono verso i due poli e formano l’aurora boreale al loro contatto con le molecole presenti nell’atmosfera. Le diverse colorazioni dipendono dal tipo di molecole presenti nell’atmosfera terrestre al momento dell’impatto con le particelle del vento solare.

Sono "facilmente" osservabili nella zona denominata "la cintura di Van Allen" che interessa l’emisfero settentrionale della terra: dalla Scandinavia del Nord, alla Islanda e il sud della Groenlandia; dal Canada del Nord, all’Alaska e alla Siberia del Nord. Al sud sono visibili solo dal continente Antartico…

Kristian Birkeland: lo scopritore del fenomeno scientifico alla base delle Aurore Boreali:

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luci di Hessendalen

"globi luminosi che appaiono e scompaiono ormai da una quindicina di anni nel piccolo paese norvegese. Le luci appaiono talora come improvvisi "flash" nel cielo. Il regime di moto è di rado rettilineo, più spesso del tutto casuale, a volte pendolare, oscillante o elicoidale. Oggetti di questo genere, che quasi mai emettono rumore, possono muoversi a velocità elevatissime (fino a 30000 km/h) e fermarsi all’improvviso. Possono scindersi in più parti e poi fondersi di nuovo in un’unica struttura. Possono rimanere in cielo per pochi secondi, così come anche per alcune ore, sia in movimento che rimanendo immobili. Un rompicapo che da alcuni anni però ha perso quell'alone di fitto mistero che lo aveva contraddistinto fino ad un recente passato.

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Mentre abbiamo scoperto che a volte si manifestano anche in Italia, in particolare è stata fotografata il 15 luglio 2000 a Macugnaga un paese a sud-est del Monte Rosa!

Comunque per nulla togliere al fascino e alla correttezza scientifica, segnaliamo due siti italiani gestiti da appassionati e da esperti italiani:

. il primo con sede al Centro Astrofisica del Campo dei Fiori
www.hal.varese.it/~bernasconi/index.html

. il secondo dal Gruppo Astrofili di Saronno "Giovanni e Angelo Bernasconi"

www.castfvg.it/varie/aurore.htm

Presso il Circolo Astrofili Talmassons è possibile osservare immagini e ottenere informazioni in merito alle Aurore Boreali in generale ed in particolare osservare le due Aurore Boreali avvenute a Varese la notte tra il 6 e il 7 Aprile 2000 e a Macugnaga il 15 Luglio 2000.

Un particolare apprendimento è possibile collegandosi all’EISCAT in Ramfjordmoen, nell’area di Tromso in Norvegia. EISCAT sta per European Incoherent Scatter.

Qui vi è un impianto con un ripetitore e un’antenna ricevente grande quanto un campo di calcio.

Suggeriamo di approfondire le conoscenze leggendo il capitolo sull’esperienza di Brevini descritta al capitolo VI " Le luci del Nord" del libro Ghiacci edito da Mondadori. Brevini racconta del centro astrofisica di Sodankyla in Finlandia, dove dal 1822 osservano e studiano le aurore boreali e del suo incontro, nel 2001, con il prof. Jyrki Manninen del centro di osservazione di Sodankyla. Riportiamo la spiegazione sul fenomeno, perché ne chiarisce i contenuti con parole molto semplici:

libro ghiacci
FRANCO BREVINI
GHIACCI - Uomini e avventure delle Alpi al Grande Nord:
(ed. Mondadori)

"Le aurore dipendono dall’attività del sole... statisticamente è dimostrato che il sole osserva un ciclo di undici anni... sono aurore luminose oscillanti sopra i due poli. Il flusso delle particelle delle esplosioni provenienti dal sole, il cosiddetto "vento solare", è attratto dal magnetismo terrestre e si posiziona dunque in corrispondenza dei due poli. Penetrando attraverso l’atmosfera terrestre e scontrandosi con l’ossigeno e l’azoto, sprigiona energia. Le luci delle aurore boreali ne sono il prodotto visibile. Oggi sappiamo che lassù sopra le nostre teste oscillano delle spaventose quantità di energia: non a caso molti satelliti sono andati in tilt... Di energia un’aurora boreale ne produce quanto quella di mille centrali nucleari."

www.eiscat.uit.no

www.www.sodankyla.fi

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